STORIA DEL SOLEX
Ve lo ricordate il VeloSolex? quella
stranissima bicicletta col motore sopra la ruota anteriore? Una mosca bianca nel
panorama motoristico, un motorino a trazione anteriore con trasmissione a rullo
ma dal nome famigliare...VeloSolex...SOLEX.
Quando sentite parlare di solex a cosa pensate? Ai carburatori !!
Ebbene incredibilmente è tutto collegato!
Per conoscere questa affascinante storia bisogna fare qualche passo indietro nel
tempo.
La prima motoretta a trazione anteriore fu una "Renè Gillet", costruita nel 1895
della quale però rimangono poche tracce; un paio d'anni più tardi al Salone del
Ciclo che si teneva alla Salle Wagram fu presentata la Werner "Motocyclette" che
i fratelli Michel ed Eugène Werner equipaggiarono con un motore 91cc
monocilindrico da trequarti di cavallo di potenza, con trasmissione a cinghia
sulla ruota anteriore. Questo rudimentale ma al contempo avveniristico mezzo di
locomozione fece scalpore nella ricca (se paragonata al resto d'europa) Francia
di fine '800 ed ebbe subito successo, la Motocyclette Werner ottenne il primo
premio e la Grande Medaglia d'Oro al concorso
ufficiale per aver percorso 800km di filata senza essere incappata in
panne o riparazioni.
La via del motociclo "alternativo" era tracciata.
Da li a breve le proposte della concorrenza si fecero sempre più frequenti, tra
le quali è giusto ricordare l'inglese Autoglider perchè proposte il primo
motociclo a forma di scooter, ma con trasmissione a catena sulla ruota
anteriore.
Arriva la guerra ed il parco auto e moto viene in gran parte requisito ai fini
bellici. Alla fine della guerra le poche auto e moto rimaste sul campo sono
quelle inglesi o americane provenienti dai surplus militari, mezzi di grossa
cilindrata come la 1000Harley-Davidson oppure la 550BSA oppure le Triumph, tutti
mezzi assetati di carburante e mangiatori di pneumatici, troppo costosi quindi
per essere utilizzati durante la ricostruzione. l'occhio cade inevitabilmente
sulle proposte di piccole cilindrate.
In questo periodo di vacche magre riappare il motore sulla ruota davanti
proposto stavolta da tre francesi(la Cyclotracteur, la Micromoteur e la Olliver),
un americano (Rollaway), 2 crucchi (Flottweg e Krupp) e 2 inglesi (la rediviva
Autoglider inventrice dello scooter e la Norlow).
Il mercato è in forte espansione.
La storia della Solex è legata a due uomini e ad un mito.
I due uomini sono Maurice Goudard e Marcel Mennesson, il mito è ...Andrè Citroen!
Goudard e Mennesson, compagni di scuola, brevettarono il radiatore centrifugo,
progetto molto moderno, che trovò gloria alloggiato sotto i cofani degli autobus
Schneider. La loro società era ben avviata e decisero di bandire un concorso per
trovare un nome più orecchiabile alla loro società... il vincitore fu SOLEX,
nome inedito, orecchiabile, pronunciabile allo stesso modo in tutte le lingue e
senza significato.
L'utilizzo del radiatore centrifugo è sempre piu marcata sul mercato e la Solex
decide di buttarsi nel campo dei carburatori, allora dominato da poche Case, tra
cui la Zenith, Longuemare e Claudel. Mannesson inventa il
micrometro pneumatico che
ingegnosamente permette di misurare il millimetro di millimetro rendendo molto
precisi i suoi carburatori.
Zenith fa la parte del leone ed è il concorrente da battere e per farlo si tenta
la via ambiziosa di equipaggiare le nascenti lussuose Hispano-suiza H6 di Marc
Birgkit. La bassa commercializzazione di questi bisonti della strada nei primi
anni '20 non rese sufficiente gloria alla SOLEX che pensò a reindirizzare la
produzione per equipaggiare veicoli meno lussuosi ma più venduti ed alla moda:
quelli di Andrè Citroen!
Goudard aveva conosciuto Andrè Citroen in una situazione molto particolare:
durante la guerra, mentre passava in taxi al Quai de Javel vide un cartello di
vendita di un terreno di 10.000 metri quadrati, raccordato con la ferrovia e
vicino alla senna. Chiedevano 125franchi al metro, "Un affare!" pensò. Lo
acquistò immediatamente il giorno stesso con l'intento di costruirci sopra la
"base" della SOLEX.
Due giorni più tardi riceve la chiamata di Andrè Citroen in persona che gli
spiega che quel terreno lo stava addocchiando già da tempo ma non era ancora
riuscito a concludere per negligenza di un intermediario e che era tutt'ora
intenzionato all'acquisto.
Goudard fiuta l'affare e Citroen non è certo da meno. L'accordo è fatto, i patti
sono questi:
Goudard cede il mitico Quai de Javel a Citroen per la stessa cifra che l'ha
pagato lui e Citroen si impegnerà a montare carburatori Solex sulle sue auto
permettendo cosi la tanto ricercata produzione su vasta scala.
Citroen e Goudard diventano amici intimi e le loro aziende crescono
vertiginosamente. Solex crea dei carburatori raffinati e poco assetati di
benzina per i modelli della Citroen e Andre Citroen propone i Solex ai suoi
amici che costruiscono camion, moto, trattori agricoli ed aerei.
L'agiatezza permette a goudard di togliersi lo sfizio di costruire una bici a
motore in grado di consumare poco o niente per motorizzare la Francia meno
abbiente. i primi progetti del velosolex risalgono agli anni '30 ed i primi
prototipi vengono assemblati pochi giorni prima della seconda guerra, come
accadde per la 2cv.
Alla fine della guerra parte la produzione e dai primi solex 38cc(delle
biciclette Alcyon munite di motore) si passa ai nuovi modelli, un pò più potenti
di 45cc e quasi mezzo cavallo di potenza.
Il carburatore che equipaggia questo ciclomotore è un'opera d'arte e permette di
percorrere circa cento km con un litro di miscela: è il boom.
La velocità limitata volontariamente a 30Km/h, un solo comando per governare il
motore, una grande semplicità ed economicità fanno del solex il completamento
ideale di svariati milioni di nuclei famigliari francesi.
Nascono le stazioni di servizio solex e A.Citroen consiglia Goudard di lanciare
questo o quel modello con precisi battage
pubblicitari. Citroen era davvero il numero 1 in questo campo.
Nasce nel '54 il modello 330 col motore di 49cc e la forma del solex si
allontana da quella della classica bicicletta (Alcyon) per divenire più
moderna ed apprezzabile.
Nel '57 arriva il 1010, primo solex a frizione automatica e due anni più tardi
arriva il modello 660 seguito nel 59 dal 1400, con ruote più piccole (l'immagine
di bicicletta viene sempre più allontanata) e la produzione sale oltre le
200.000 unità!
Nel '60 il 1700 che è un 1400 migliorato, fa capolino la turbina, solidale col
volano magnetico, girando, produce un soffio d'aria che viene direzionata sul
cilindro, per ulteriore raffreddamento.
Fantascienza!!
La produzione sale a 275.000 pezzi l'anno, una cifra astronomica. Ecco una foto
della catena di montaggio, sull'idea di quella vista chez Citroen:
Il velosolex diviene di moda (una moda che durerà cinquant'anni) e viene
acquistato anche dai più ricchi per i piccoli spostamenti e dagli attori.
Arriva il 2200, affiancato nel lancio dalla Solexine, il carburante studiato
appositamente per il solex dalla BP.
E' la volta del 3300 ed il solex spopola anche all'estero, un successo che
culmina col botto, cioè col lancio del modello di punta, il 3800, con velocità
di circa 33Km/h ma con coppia quasi raddoppiata!
La "Bicyclette qui roule toute seule" è ormail un
Must e per 10 anni maniene livelli
astronomici di vendite superando i 7 milioni
di esemplari!
Negli anni 70 nascono altri modelli, il micron, il 5000, il 6000, il plisolex
pieghevole come la graziella, l'F4 per bambini, ed altri motorini (il Flash, il
Tenor) col marchio solex ma dalla forma moderna col motore in basso e la
trazione posteriore per rubare clientela al Ciao della Piaggio. La Solex
motocicli viene acquisita prima dalla renault poi subito dopo dalla mitica
Motobecane ed il solex più prodotto resta sempre il 3800 che viene leggermente
ritoccato nell'estetica.
La produzione cessa nel 1988 dopo più di 9
milioni di esemplari (ma verrà prodotto su licenza in altri paesi).
Innumerevoli sono state le aziende di accessori che negli anni hanno fatto
fortuna attorno al Velosolex perchè il motorino era davvero semplice ed usciva
completamente scarno di accessori.
Tra gli accessori più famosi ricordiamo il porta latta di solexine sulla ruota
anteriore:
Le "sacoches" posteriori portatutto (varie forme e colori):
Il paramotore d'acciaio (di diverse forme):
L'antifurto a chiave (di varie marche):
Paraurti-proteggi faro posteriore, paracanna lamellare e marciapiede in
alluminio:
Guantoni e paragambe:
Trombetta (oltre al claxson elettrico monotonale già montato su alcuni modelli,
i primi avevano il campanello, mutuato dalle bici Alcyon):
E ancora il serbatoio aggiuntivo, i contachilometri, specchietti retrovisori,
pompette dell'aria per il gonfiaggio gomme, seggiolini per i bebè etc etc